1° Circolo Didattico di Potenza

   
 

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Risorse economiche standardizzate

 

L'assegnazione economica relativa alle risorse finanziarie per l'anno 2008 è pari ad 78.837,71.

 

Risorse economiche aggiuntive

 

I finanziamenti introdotti nelle direttive Ministeriali del 21/03/2001 n. 51, del 15/05/2002 n. 53, del 06/08/2002 n. 93 in applicazione della Legge 440/97 per il 2003/04 sull’Autonomia Scolastica, della C.M. n. 66 del 31/07/2003 e degli artt. 82 e 83 del C.C.N.L. 2002/05, sono condizionati dal numero e dalla validità dei progetti presentati e anche dal rispetto delle scadenze stabilite dalle circolari circa la presentazione degli stessi progetti.

 

 

Nella logica previsionale avremo:

 

  1. Fondo d’Istituto € 39.549,58 lordo, utilizzato secondo la normativa prevista nel contratto della scuola e nel protocollo d’intesa con le R.S.U. e precisamente il 75% per i docenti (€ 29.662,19 lordi) e il 25% per il personale A.T.A. (€ 9.887,40 lordi).

 

 

 

Utilizzazione delle risorse

 

Le risorse finanziarie, così come indicate nel punto precedente, vengono previste e programmate dal Collegio dei Docenti e deliberate dal Consiglio di Circolo.

Altre risorse, implicitamente di natura economica perché, inserite in un sistema di spese, ma esplicitamente utilizzate con riferimento a persone fisiche (gestione funzionale degli organici, funzioni strumentali, profili delle funzioni aggiuntive del personale ATA), vengono organizzate, programmate e adattate alle diverse situazioni del Circolo in sinergia fra il Dirigente Scolastico, le R.S.U., il corpo docente e non docente e il Consiglio di Circolo, valutando le opzioni possibili per quella determinata realtà scolastica.

Ciò significa sapere orientare le scelte, senza perdere di vista le finalità generali del cambiamento e con la consapevolezza che si possono e spesso si devono operare correzioni di rotta, dal momento che l’innovazione in atto nella scuola del terzo millennio comporta un costante processo di ricerca-azione anche a livello organizzativo e operativo.

 

 

 

Scuola – Territorio (Enti locali – Associazioni)

 

La Legge n. 59/97 chiarisce bene che l’autonomia scolastica non è un processo solo d’innovazione didattica e organizzativa, ma un vero e proprio progetto dello Stato che ha i suoi indicatori principali nei concetti di sussidiarietà, di responsabilità, di decentramento, di trasparenza, d’efficacia dei risultati e anche un diverso e più dinamico rapporto tra la Scuola, la società, le Associazioni e gli Enti locali.

Il decreto legislativo n. 112 del 31/03/1998 chiarisce quali sono i compiti e le funzioni che lo Stato conferisce alle Regioni e agli Enti Locali in attuazione della legge 59/97 sull’autonomia, mentre l’altro decreto legislativo n. 275 del 08/03/1999 (regolamento recante norme in materia di autonomia delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’articolo 21, Legge n. 59 del 15/03/1007) all’articolo 1.1 definisce il campo del rapporto scuola-enti locali mediante una forma di collaborazione che promuova “il raccordo e la sintesi tra le esigenze e le potenzialità individuali e gli obiettivi Nazionali del sistema di Istruzione”.

Si comprende bene che le funzioni di Regioni e Comuni si accentrano soprattutto in materia di programmazione scolastica territoriale e di  integrazione dei diversi sistemi formativi.

Per effetto del D.Lvo n. 275/99 all’articolo 3.4 è il Dirigente Scolastico che tiene i rapporti con gli EE.LL. e si fa garante della correttezza di tali rapporti, non di subordinazione, ma di confronto e di interazione; in questo compito egli può avvalersi di uno o più docenti che gestiranno le funzioni strumentali previste dal contratto collettivo integrativo del 03/08/1999.

 

 

 

Accordi In Rete (previsti dal D.Lvo n. 275/99 all’articolo 7)

 

Le reti di scuole rappresentano un’innovazione nel concetto di autonomia dal momento che permettono di valorizzare la pratica cooperazione tra scuole, piuttosto che una falsa competizione.

S’intende che per realizzare il progetto previsto dall’articolo 7 si richiedono risorse economiche aggiuntive (chi le metterà a disposizione? Chi le sosterrà sotto il profilo giuridico e negoziale? Chi si farà garante della cooperazione e della trasparenza? ecc.)

Il regolamento dell’Autonomia non chiarisce, anzi tace sui dubbi emersi  e nemmeno la riforma dei provveditorati, attuali C.S.A., ha chiarito il problema. Il piano Nazionale degli insegnanti sulle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione, applicativo del Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri del 22/03/2001, ha dato una risposta al riguardo.

 

 

 

Verifica e autovalutazione del sistema (staff di direzione)

 

Il momento autovalutativo è funzionale agli operatori interni della scuola. E’ una forma di feed-back sul proprio lavoro, una continua messa in discussione delle proprie scelte operative, tenendo presente dei riferimenti oggettivi interni ed esterni ben precisi.

In sintesi bisogna ricordare il momento autovalutativo con l’azione di migliorare il proprio lavoro, consentire un controllo sistematico dei risultati, valorizzare l’identità della scuola e coinvolgere nel processo le azioni messe in atto per migliorare la propria professionalità.

La valutazione si dovrà concentrare su alcuni punti essenziali:

1) efficacia della progettazione;

2) qualità del servizio reso agli alunni;

3) grado di soddisfazione delle famiglie;

4) autoanalisi d’istituto;

5) indicatori educativi;

6) controllo esiti formativi.

 

 

 

Formazione in servizio

 

L’aggiornamento è deliberato dal Collegio dei Docenti sulla base di esigenze formative inerenti le problematiche educative delle scuole gestite nel proprio ambito territoriale artt. 7, 12, 13 C.C.N.I.

La formazione in servizio è un diritto-dovere del personale della scuola, sulla quale il Dirigente Scolastico, sentite le RSU e il Consiglio di Circolo, impegna una somma lorda di € 4.000.

 

 

 

Regolamento di Circolo

 

Si fa riferimento al regolamento tipo, integrato alla luce della riforma della Scuola dell’Autonomia.

 

 

 

Carta dei servizi

 

La CARTA DEI SERVIZI del 1° Circolo, prevista dalla Direttiva Ministeriale n. 254 del 21/07/1995, è lo strumento atto a realizzare le finalità educative con una gestione del servizio chiara ed aperta all’utenza, in modo da tutelarne interessi e diritti, tenendo conto che nel territorio del Circolo sono presenti Scuola dell'Infanzia e Scuola Primaria.

La Carta vuole tutelare un servizio che ha la fisionomia di una comune impresa di servizio, perché, con intenzionalità, progetta e produce l’educazione.

La Scuola del 1° Circolo di Potenza sarà attenta a tutte le esigenze dei singoli, utilizzando al meglio le risorse di cui dispone nella consapevolezza che diversità e differenze sono da valorizzare nella prospettiva dell’uguaglianza dei diritti.

I docenti operanti nel Circolo sono in pianta stabile, seguono l’avvicendamento dei cicli e assicurano la continuità didattica ed educativa.

La partecipazione dei genitori alla vita comunitaria scolastica resta individualista anche se si avverte un maggiore coinvolgimento ed una corresponsabilità più consapevole ed integrata alle finalità del piano educativo.

Gli OO.CC. del 1° Circolo di Potenza con la Carta dei Servizi si propongono di costruire un rapporto di fiducia e di partecipazione con le famiglie e con l’extrascuola, in modo da offrire un’amministrazione più razionale, più efficiente ed efficace.

Pertanto la scuola del 1° Circolo di Potenza mirerà ad un primario diritto di cittadinanza che è la formazione.

Il P.O.F. redatto nell’anno scolastico 2004/2005 ed approvato dagli OO.CC. ha valore triennale, salvo rettifiche e arricchimenti progettuali in itinere.

 

 

 

P.O.F

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