1° Circolo Didattico di Potenza

   
 

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Introduzione

 

 

 

Il presente Piano dell'Offerta Formativa,  si pone come il documento  di definizione  e partecipazione all'esterno, anno per anno, dei  modi,   tempi e   forme con cui il Circolo intende realizzare

  • i principi, i fattori di qualità, gli standard formativi e apprenditivi,

  • i criteri di valutazione del servizio erogato,

  • nonché le iniziative progettate per la realizzazione di interventi culturali formativi e integrativi

finalizzati allo sviluppo della persona, nel rispetto dei differenti contesti operativi, delle esigenze delle famiglie e delle peculiarità degli alunni al fine di  assicurare loro il raggiungimento del miglior risultato possibile in rapporto agli obiettivi  formativi e alle competenze stabiliti come irrinunciabili.

Esso è “il documento fondamentale costitutivo dell'identità culturale e progettuale di questa Scuola (art. 3 del Dpr. 275/99). Tenendo conto delle Indicazioni che costituiscono il quadro di riferimento per la progettazione curriculare affidata alle scuole da un lato, e della realtà territoriale e degli allievi, dall’altro, traccia le linee e le condizioni organizzative che i singoli docenti devono tener presenti per articolare i campi di esperienza, per la scuola dell’infanzia e per promuovere l’organizzazione degli apprendimenti di base per la scuola primaria (vedi: INDICAZIONI PER IL CURRICOLO -M.P.I. - ROMA, SETTEMBRE 2007).   

Elaborato dal Dirigente e dal collegio dei docenti, tiene conto delle “scelte generali di gestione e di amministrazione definiti dal Consiglio di circolo’’ e “delle proposte e i pareri” formulati dagli organismi, anche di fatto, dei genitori .

Ha  le seguenti funzioni:

1)     connette il nazionale e il locale,

2)     risponde ai bisogni educativi delle famiglie e del territorio,

3)     esplicita le offerte formative che ogni alunno può adoperare per la propria crescita,

4)     dimostra e valorizza la professionalità del dirigente e dei docenti,

5)     ottimizza la mobilitazione delle risorse

6)     coniuga le intese con gli Enti territoriali e con le altre istituzioni scolastiche (la rete di scuole).

 

 

 

 

 

Indirizzi generali per le attività della Scuola



 

a)  Responsabilità di ogni decisione assunta, nel senso che chiunque deve essere in grado di risalire al responsabile di qualunque scelta organizzativa, didattica o amministrativa;

b)  flessibilità: la Scuola deve essere capace di superare ogni tipo di cavillo burocratico organizzandosi al meglio per soddisfare i bisogni formativi degli alunni e delle famiglie;

c)  trasparenza: si deve dar conto sempre e a chiunque delle ragioni delle proprie scelte educative attraverso un adeguato sistema di documentazione disponibile all’albo e presso la segreteria della Scuola;

d)  valutazione: la Scuola deve verificare sistematicamente, evitando il ricorso esclusivo a modalità autoreferenziali, sia gli apprendimenti degli alunni che la qualità complessiva del servizio scolastico offerto;

e)  ottimizzazione delle risorse attraverso un interscambio continuo di notizie per tutti gli operatori scolastici e, possibilmente, istituendo una banca dati di tutto il materiale di cui il Circolo dispone.

 

 

 

 

 

Principi costituzionali

 

 

   Art. 2 « La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo sia come singolo sia nella formazione sociale, ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale ».

   Art. 3 « Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali ».

   E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese ».

   Art. 33 « L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi ».

   Art. 34 « La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita.

   I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.... ».

 

 

 

 

  

 

FINALITA’  DELLA  SCUOLA

   

 

Caratteri e finalità della scuola

 

La scuola di base esplica, per sua natura istituzionale, un’azione intenzionale e sistematica secondo le finalità indicate dai Programmi Nazionali, dalla Carta Costituzionale, dalle Leggi Ministeriali.

 

E’ uno scenario simbolico nel quale si realizza il processo formativo finalizzato alla formazione dell’uomo e del cittadino, alla prima alfabetizzazione culturale informatica e all’apprendimento della seconda lingua (inglese).

 

 

Finalità della scuola dell’infanzia

 

Le finalità condivise dal Circolo sono quelle esplicitate  nel documento delle Indicazioni Nazionali  che qui di seguito si riportano

 

“La Scuola dell’Infanzia rafforza l’identità personale, l’autonomia e le competenze dei bambini. Essa raggiunge questi obiettivi generali del processo formativo (art. 8 del 275/99), collocandoli all’interno di un progetto di scuola articolato ed unitario, che riconosce, sul piano educativo,  la priorità della famiglia e l’importanza del territorio di appartenenza con le sue risorse sociali, istituzionali e culturali.

In relazione alla maturazione dell’identità personale, e in una prospettiva che ne integri tutti gli aspetti (biologici, sociali e morali), essa si premura che i bambini acquisiscano atteggiamenti di sicurezza, di stima di sé, di fiducia nelle proprie capacità, di motivazione al passaggio dalla curiosità alla ricerca; vivano in modo equilibrato e positivo i propri stati affettivi, esprimendo e controllando emozioni e sentimenti e rendendosi sensibili a quelle degli altri; riconoscano ed apprezzino l’identità personale ed altrui nelle connessioni con le differenze di sesso, di cultura e di valori esistenti nelle rispettive famiglie, comunità e tradizioni di appartenenza.

In relazione alla conquista dell’autonomia, la Scuola dell’Infanzia fa sì che i bambini, mentre riconoscono le dipendenze esistenti ed operanti nella concretezza del loro ambiente naturale e sociale di vita, siano capaci, in tale contesto, di orientarsi in maniera personale e di compiere scelte anche innovative. Inoltre, si impegna affinché, come singoli e in gruppo, si rendano disponibili all’interazione costruttiva con il diverso e l’inedito e si aprano alla scoperta, all’interiorizzazione e al rispetto pratico dei valori della libertà,  della cura di sé, degli altri e dell’ambiente, della solidarietà, della giustizia, dell’impegno ad agire per il bene comune.

In relazione allo sviluppo delle competenze, infine la Scuola dell’Infanzia, consolidando le capacità sensoriali, percettive, motorie, sociali, linguistiche ed intellettive del bambino, impegna quest’ultimo nelle prime forme di lettura delle esperienze personali, di esplorazione e scoperta intenzionale ed organizzata della realtà di vita (in senso sociale, geografico e naturalistico, artistico e urbano), nonché della storia e delle tradizioni locali. In particolare, mette il bambino nella condizione di produrre messaggi, testi e situazioni attraverso una molteplicità ordinata ed efficace di strumenti linguistici e di modalità rappresentative;  di comprendere, interpretare, rielaborare e comunicare conoscenze ed abilità relative a specifici campi di esperienza; di dimostrare ed apprezzare coerenza cognitiva e di comportamenti pratici, insieme a intuizione, immaginazione, creatività, gusto estetico e capacità di conferimento di senso.

 

 

Finalità della scuola primaria

 

Le finalità della scuola primaria sono quelle inserite nel documento delle Indicazioni Nazionali  che la Comunità Scolastica di questo Circolo condivide e adotta pienamente e che qui di seguito si riportano

 

Valorizzare l’esperienza del fanciullo. I fanciulli che entrano nella Scuola Primaria hanno già maturato concettualizzazioni intuitive, parziali e generali, che impiegano per spiegare tutti i fenomeni che incontrano; anche quelli più complessi. Si può dire che abbiano maturato in famiglia, nei rapporti con gli altri e con il mondo, nella scuola dell’infanzia non soltanto una «loro» fisica, chimica, geologia, storia, arte ecc. «ingenue», ma che abbiano elaborato anche una «loro» altrettanto «ingenua», ma non per questo meno unitaria, organica e significativa visione del mondo e della vita. La Scuola Primaria si propone, anzitutto, di apprezzare questo patrimonio conoscitivo, valoriale e comportamentale ereditato dal fanciullo, e  di dedicare particolare attenzione alla sua considerazione, esplorazione e discussione comune.

 

La corporeità come valore. La Scuola Primaria è consapevole che ogni dimensione simbolica che anima il fanciullo e le sue relazioni familiari e sociali è inscindibile dalla sua corporeità. Nella persona, infatti, non esistono separazioni e il corpo non è il «vestito» di ogni individuo, ma piuttosto il suo modo globale di essere nel mondo e di agire nella società. Per questo l’avvaloramento dell’espressione corporea è allo stesso tempo condizione e risultato dell’avvaloramento di tutte le altre dimensioni della persona: la razionale, l’estetica, la sociale, l’operativa, l’affettiva, la morale e la spirituale religiosa. E viceversa.

 

Esplicitare le idee e i valori presenti nell’esperienza. La Scuola Primaria, coinvolgendo la famiglia e nel rispetto della coscienza morale e civile di ciascuno, mira, inoltre, a far esplicitare ai fanciulli l’implicito e lo scontato presente nel patrimonio di visioni, teorie e pratiche che ha accumulato, e ad assumere consapevolmente queste ultime, insieme ai valori che contengono, in armonia con la Costituzione della Repubblica Italiana.

 

Valorizzare l’esperienza e le conoscenze degli alunni, per ancorarvi nuovi contenuti. Nel processo di apprendimento l’alunno porta la ricchezza di esperienze e conoscenze, mette in gioco aspettative ed emozioni, si presenta con una dotazione di informazioni, abilità, modalità di apprendere, che l’azione didattica può opportunamente richiamare, esplorare, problematizzare. In questo modo l’allievo riesce a dare senso e significato a quello che va imparando.

 

Dalle idee alla vita: il confronto interpersonale. La Scuola Primaria,  grazie a questo graduale e progressivo percorso di riflessione critica attivato a partire dall’esperienza, sempre in stretta collaborazione con la famiglia, si propone di arricchire sul piano analitico e sintetico la «visione del mondo e della vita» dei fanciulli, di integrare tale visione nella loro personalità e di stimolarne l’esercizio nel concreto della propria vita, in un continuo confronto interpersonale di natura logica, morale e sociale che sia anche affettivamente significativo. In questo senso, tutte le maturazioni acquisite dai fanciulli vanno orientate verso la cura e il miglioramento di sé e della realtà in cui vivono, a cominciare dalla scuola stessa,  e verso l’adozione di «buone pratiche» in tutte le dimensioni della vita umana, personale e comunitaria.

 

La diversità delle persone e delle culture come ricchezza. La Scuola Primaria utilizza situazioni reali e percorsi preordinati per far acquisire ai fanciulli non solo la consapevolezza delle varie forme, palesi o latenti, di disagio, diversità ed emarginazione esistenti nel loro ambiente prossimo e nel mondo che ci circonda, ma anche la competenza necessaria ad affrontarle e superarle con autonomia di giudizio, rispetto nei confronti  delle persone e delle culture coinvolte, impegno e generosità personale. Parimenti, essa porta ogni allievo non solo alla presa di coscienza della realtà dell' handicap e delle sue forme umane, ma lo stimola anche ad operare e a ricercare con sensibilità, rispetto, creatività e partecipazione allo scopo di trasformare sempre l’integrazione dei compagni in situazione di handicap in una risorsa educativa e didattica per tutti.

 

Praticare l’impegno personale e la solidarietà sociale. La Scuola Primaria opera, quindi,  in modo che gli alunni, in ordine alla realizzazione dei propri fini ed ideali, possano sperimentare l'importanza sia dell'impegno personale, sia del lavoro di gruppo attivo e solidale, attraverso i quali accettare e rispettare l'altro, dialogare e  partecipare in maniera costruttiva alla realizzazione di obiettivi comuni. In questo senso, trova un esito naturale nell'esercizio competente di tutte le “buone pratiche” richieste dalla Convivenza Civile a livello e in prospettiva locale, nazionale, europea e mondiale.

 

 Realizzare percorsi in forma di laboratorio, per favorire l’operatività e allo stesso tempo il dialogo e la riflessione su quello che si fa. Il laboratorio è una modalità di lavoro che incoraggia la sperimentazione e la progettualità, coinvolge gli alunni nel pensare-realizzare-valutare attività  vissute in modo condiviso e partecipato con altri, e che può essere attivata sia all’interno sia all’esterno della scuola, valorizzando il territorio come risorsa per l’apprendimento.

 

In conclusione, il percorso complessivamente realizzato nella Scuola Primaria promuove l’educazione integrale della personalità dei fanciulli, stimolandoli all’autoregolazione degli apprendimenti, ad un’elevata percezione di autoefficacia, all’autorinforzo cognitivo e di personalità, alla massima attivazione delle risorse di cui sono dotati, attraverso l’esercizio dell’autonomia personale, della responsabilità intellettuale, morale e sociale, della creatività e del gusto estetico.

 

 

Formazione dell’uomo e del cittadino

 

La società contemporanea, caratterizzata da multiculturalità, multietnia, acentricità e alta tecnologia, chiede la formazione dell’Homo universalis, capace di vivere pienamente nello spirito della convivenza democratica, di realizzarsi creativamente nel lavoro, di muoversi ed orientarsi nella complessa dimensione culturale della società tecnologica.

 

Le forze sociali affidano alla scuola pubblica l’impegno di formare il cittadino del terzo millennio, portatore non di una rigida cultura enciclopedica, bensì di competenze elevate. Chiedono l’adozione di strategie formative di qualità, adeguate alle necessità dei singoli e protese ad ottenere il massimo dei risultati consentito per ciascun soggetto, attraverso lo sviluppo di tutte le sue potenzialità.

 

Per offrire risposte credibili alle richieste sociali, la scuola intende attrezzarsi passando da un sistema scarsamente flessibile, caratterizzato da uniformità centralistica, ad un sistema coordinato in cui tutte le forze presenti siano funzionalmente organizzate al fine di offrire, in collaborazione con gli Enti locali, un servizio efficiente, in relazione all’aspetto organizzativo, ed efficace, in relazione ai fini dell’educazione e dell’apprendimento.

 

 

 

 

 

 

RILEVAZIONE DEI BISOGNI FORMATIVI

 

 

L'utenza richiede per i propri figli una solida formazione culturale che li metta in grado di inserirsi positivamente nella società.

A seguito dell'analisi dei mutamenti avvenuti in campo culturale, economico e sociale, la scuola ha rilevato i bisogni formativi dell'utenza e, per assolvere la sua funzione educativa, s'impegna a dare risposte ai seguenti bisogni educativi e formativi degli alunni:

  • Formazione culturale, conseguita attraverso l'insegnamento delle singole discipline

  • Acquisizione e maturazione della coscienza di sé

  • Valorizzazione e potenziamento delle abilità e competenze di ciascun alunno

  • Acquisizione di conoscenza e di capacità d'uso di strumenti multimediali, con introduzione dell’alfabetizzazione informatica nelle terze, quarte e quinte

  • Acquisizione di conoscenza e d'uso della lingua inglese fin dalla prima classe

  • Progressivo sviluppo dell'autonomia nello studio e nel lavoro

  • Acquisizione d'abilità metacognitive, attraverso il controllo dei processi d'apprendimento

  • Entrare in relazione con gli altri per avere la possibilità di comunicare, di esprimere le proprie opinioni, di confrontarle e difenderle, di acquisire regole di convivenza democratica.

  • Usufruire di ambienti formativi idonei a sviluppare attitudini e capacità personali del bambino.

      

Nella società contemporanea della democrazia e della complessità l’individuo non può rimanere solo spettatore dei continui cambiamenti a cui questa è soggetta, né evitare di farsi colpire dagli innumerevoli stimoli, spesso fuorvianti, che la connotano ed essere refrattario ai bisogni e alle esigenze che ad essi si accompagnano: egli è obbligato a delle scelte continue, critiche e responsabili per fronteggiare e controllare l'incalzare degli eventi, per dominarli e prevenirli. Per fare questo ha bisogno di strumenti operativi. che gli consentano di interpretare criticamente la realtà circostante per correlarla funzionalmente ai suoi bisogni, ai suoi interessi, alle sue aspirazioni, ai suoi valori. Si tratta allora  di attrezzare i ragazzi a fronteggiare consapevolmente e funzionalmente le sfide di questa accelerazione storica che ormai investe tutti i settori della società , facendo maturare in loro, soprattutto la capacità di adattamento al nuovo, al cambiamento  e in  questo nostro impegno non possiamo non riferirci al

 

 

“Documento dei saggi”

 

 

In sintesi

 

 

Il tipo di uomo

  • formato  in tutte le sue dimensioni intellettuali, creative, spirituali..

  • in continua interazione con gli altri,

  • capace di rispettare  e accogliere le differenze,

  • di contribuire alla costruzione di una cultura democratica, 

  • alfabetizzata nei confronti delle nuove tecnologie  e pronto ad adattarsi al nuovo, ai cambiamenti dell'evoluzione sociale

 

La scuola

  • deve funzionalmente strutturarsi ed adoperarsi per garantire il possesso di  tali "qualità" ai propri alunni, nonché le necessarie  competenze  per inserirsi da protagonisti nella  cultura 

  • Non può ridursi a un luogo di accumulo delle informazioni, ma deve mettere in   grado  ciascun allievo

  • di scoprire  i "significati",

  • deve aiutarlo a cercare il senso profondo delle cose;

  • ad andare "oltre" ciò che si percepisce;  

  • non solo deve fornire conoscenze, ma deve  consentire ad ognuno di essi di riorganizzarle come competenze rendendole sempre più funzionali e spendibili in  rapporto ai numerosi problemi esistenziali.

 

I saperi

 

Allora compito precipuo  della scuola è quello di offrire saperi che permettano all'alunno

a)  di interagire consapevolmente con la realtà umana e culturale  in cui è inserito,

b)  di far acquisire linguaggi che permettano di dialogare a tutti i livelli.

 

Per cui

  • è necessario alfabetizzare   alle nuove tecnologie,  stabilendo una corretta "relazione" con esse,

  • puntare sull'acquisizione di nuovi linguaggi, compreso l'apprendimento di altre lingue,

  • acquisire una competenza comunicativa, tenendo presente che soprattutto gli alunni degli strati più bassi faticano a comunicare e vengono messi ai margini. E' importante dare a tutti gli strumenti per esprimere il proprio "mondo vitale".

 

 

 

 

IL CONTRATTO FORMATIVO

 

 

Il contratto formativo  è la dichiarazione esplicita e partecipata dell'operato della scuola ed ha il suo fondamento generale nella programmazione dell'azione educativa. Trova più adeguate definizioni e puntualizzazioni nella programmazione dell'attività didattica. Si correla alle specifiche esigenze e ai reali bisogni dell'alunno mediante l'azione di regolazione della programmazione dell'attività didattica e la progettazione-attuazione di interventi individualizzati.

Sulla base di quanto sopra:

  • ad ogni alunno devono essere garantiti e assicurati:

  • un apprendimento in forme attive, consapevoli e autonome quale strumento formativo che gli consenta di operare un continuo passaggio, da un equilibrio spirituale ad un altro più ricco, articolato, complesso;

  • il raggiungimento degli obiettivi educativi e delle mete prescrittive indicati nelle Indicazioni Nazionali di cui al Decreto Legislativo 19 febbraio 2004, n. 59;

  • la progettazione di percorsi adeguati e funzionali a tale raggiungimento;

  • l'attuazione degli interventi individualizzati resi necessari dalle rilevazioni degli apprendimenti e dalla valutazione intermedia dei processi formativi.

 

I docenti devono:

  • esprimere la propria offerta formativa mediante la partecipazione attiva  e consapevole alla elaborazione e alla definizione della programmazione dell'azione educativa;

  • motivare i propri interventi sia mediante la programmazione dell'attività didattica, sia mediante le decisioni che vengono assunte nelle riunioni dedicate alla regolazione della medesima programmazione;

  • applicare in maniera flessibile la normativa concernente la valutazione degli alunni.

 

 I genitori devono:

  • conoscere l'offerta formativa;

  • esprimere pareri e proposte;

  • collaborare nelle attività in cui hanno specifiche competenze.

 

 

P.O.F

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