Scheda III


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Al posto dei puntini inserisci il nome del personaggio

 

………………………………….. non era nato con un cuor di leone. Ma, fin da' primi suoi anni, aveva dovuto comprendere che la peggior condizione, a que' tempi, era quella d'un animale senza artigli e senza zanne. Non nobile, non ricco, coraggioso ancor meno, s'era dunque accorto d'essere, in quella societΰ, come un vaso di terra cotta, costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro.

 

………………………………… con voce rotta dal pianto, raccontς come, pochi giorni prima, mentre tornava dalla filanda, ed era rimasta indietro dalle sue compagne, le era passato innanzi don Rodrigo, in compagnia d'un altro signore; che il primo aveva cercato di trattenerla con chiacchiere, com'ella diceva, non punto belle; ma essa, senza dargli retta, aveva affrettato il passo, e raggiunte le compagne; e intanto aveva sentito quell'altro signore rider forte, e don Rodrigo dire: scommettiamo.

 

"Chi θ quel prepotente," disse …………………….., con la voce d'un uomo ch'θ risoluto d'ottenere una risposta precisa, "chi θ quel prepotente che non vuol ch'io sposi Lucia?"

"Che? che? che?" balbettς il povero sorpreso, con un volto fatto in un istante bianco e floscio, come un cencio che esca del bucato. E, pur brontolando, spiccς un salto dal suo seggiolone, per lanciarsi all'uscio. Ma ……………………….., che doveva aspettarsi quella mossa, e stava all'erta, vi balzς prima di lui, girς la chiave, e se la mise in tasca.

"Ah! ah! parlerΰ ora, signor curato? Tutti sanno i fatti miei, fuori di me. Voglio saperli, per bacco, anch'io. Come si chiama colui?"

 

"Sentite, figliuoli; date retta a me," disse, dopo qualche momento, ……………………………. "Io son venuta al mondo prima di voi; e il mondo lo conosco un poco. Non bisogna poi spaventarsi tanto: il diavolo non θ brutto quanto si dipinge. A noi poverelli le matasse paion piϊ imbrogliate, perchι non sappiam trovarne il bandolo; ma alle volte un parere, una parolina d'un uomo che abbia studiato... so ben io quel che voglio dire. Fate a mio modo, Renzo; andate a Lecco; cercate del dottor Azzeccagarbugli, raccontategli... Ma non lo chiamate cosμ, per amor del cielo: θ un soprannome. Bisogna dire il signor dottor... Come si chiama, ora? Oh to'! non lo so il nome vero: lo chiaman tutti a quel modo. Basta, cercate di quel dottore alto, asciutto, pelato, col naso rosso, e una voglia di lampone sulla guancia."

 

"Non facciam niente," rispose il …………………………………………………, scotendo il capo, con un sorriso, tra malizioso e impaziente. "Se non avete fede in me, non facciam niente. Chi dice le bugie al dottore, vedete figliuolo, θ uno sciocco che dirΰ la veritΰ al giudice. All'avvocato bisogna raccontar le cose chiare: a noi tocca poi a imbrogliarle. Se volete ch'io v'aiuti, bisogna dirmi tutto, dall'a fino alla zeta, col cuore in mano, come al confessore. Dovete nominarmi la persona da cui avete avuto il mandato: sarΰ naturalmente persona di riguardo; e, in questo caso, io anderς da lui, a fare un atto di dovere.

 

………………………………………………. era un uomo piϊ vicino ai sessanta che ai cinquant'anni. Il suo capo raso, salvo la piccola corona di capelli, che vi girava intorno, secondo il rito cappuccinesco, s'alzava di tempo in tempo, con un movimento che lasciava trasparire un non so che d'altero e d'inquieto; e subito s'abbassava, per riflessione d'umiltΰ. La barba bianca e lunga, che gli copriva le guance e il mento, faceva ancor piϊ risaltare le forme rilevate della parte superiore del volto, alle quali un'astinenza, giΰ da gran pezzo abituale, aveva assai piϊ aggiunto di gravitΰ che tolto d'espressione.

 

  "In che posso ubbidirla?" disse ……………………………, piantandosi in piedi nel mezzo della sala. Il suono delle parole era tale; ma il modo con cui eran proferite, voleva dir chiaramente: bada a chi sei davanti, pesa le parole, e sbrigati. "Eh, padre!" interruppe bruscamente …………………………..: "il rispetto ch'io porto al suo abito θ grande: ma se qualche cosa potesse farmelo dimenticare, sarebbe il vederlo indosso a uno che ardisse di venire a farmi la spia in casa."

 

"Dio, Dio," interruppe ………………………………..: "sempre Dio: coloro che non possono difendersi da sι, che non hanno la forza, sempre han questo Dio da mettere in campo, come se gli avessero parlato. Cosa pretendete con codesta vostra parola? Di farmi...?" e lasciς la frase a mezzo.

 

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