L'origine della lingua italiana


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LE ORIGINI DELLA LINGUA ITALIANA

( dal Latino… alle lingue Neolatine)

 

La lingua Italiana deriva dal Latino Volgare.

La lingua Latina presentava anticamente due forme: una forma letteraria o scritta ( Latino Letterario) usata dai dotti e dalle persone di condizioni più elevata ; e una forma volgare o parata (Latino volgare) usata dal volgo ossia dal popolo e dalle persone meno colte. Ai tempi del suo massimo splendore Roma aveva imposto ai popoli conquistati le sue leggi e la sua lingua.

Ma la lingua che i coloni e i soldati romani trasferivano nella nuova terra non era di certo il latino letterario, bensì quello volgare.

Quando poi Roma cominciò a decadere nel III secolo d.C. e specialmente dopo la definitiva caduta dell’Impero di Occidente nel 476, i vari tipi di latino volgare esistenti nelle diverse zone di conquista si trasformarono così profondamente da dar vita a delle nuove lingue, tutte derivanti dal latino, ma ciascuna con caratteristiche proprie.

Ebbero così origine le cosiddette lingue “neolatine” o “romanze", (cioè romanizzate o nuove latine): l’italiano, il francese, il provenzale, lo spagnolo, il catalano, il portoghese, il rumeno, il ladino.

 

 

I “VOLGARI” d’Italia e l’affermazione del dialetto Fiorentino

 

In Italia, malgrado le continue invasioni barbariche, il latino rimase vivo più a lungo che altrove, ma col tempo si frantumò in tante parlate diverse: nacquero così i vari dialetti d’Italia che presero il nome di “Volgari” nel significato di “lingue di uso comune” rispetto al latino scritto, ormai conosciuto solo da pochissimi dotti.

Il dialetto che finì col prevalere su tutti gli altri e col divenire “la lingua italiana” fu il toscano, più specificamente il fiorentino. Perché?

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Perché quel dialetto non si era allontanato molto dal latino letterario;

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Per la posizione geografica della Toscana, posta quasi al centro della penisola, e perciò tale che il suo linguaggio potesse diffondersi efficacemente sia al Nord che al Sud.

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Perché nel ‘200 e nel ‘300 proprio in Toscana fiorirono le città comunali ed ebbero un forte sviluppo le attività economiche e commerciali; di conseguenza si rese necessaria una lingua che superasse le differenze dialettali della penisola;

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Per il fatto che nostra letteratura delle origini fu tutta toscana, anzi fiorentina. Infatti proprio nel volgare fiorentino  la loro lingua di origine, Dante, Tetrarca, Boccaccio, tre fra i massimi scrittori italiani composero le opere immortali.

 

 

Primi documenti del Volgare Italiano

 

In Italia fin dal IX secolo abbiamo esempi di documenti scritti in una lingua che non è più latina, ma che ancora in qualche modo ricorda la forma del latino.

Il più antico documento in tal senso è il seguente indovinello, conservato nella Biblioteca Capitolare di Verona, che risale al IX secolo.

SE PAREBA BOVES,

ALBA PRATALIA ARABA

ALBO VERSORIO TENEBA,

NEGRO SEMEN SEMINABA.

Spingeva innanzi i buoi ( = le dita)

Arava i bianchi prati ( = la carta)

Teneva un bianco aratro ( = la penna)

Seminava un nero seme ( = l’inchiostro).

 

Il primo documento in volgare italiano è il Placito di Capua del 960.

Si tratta di una sentenza giudiziaria relativa a una contesa sorta per il possesso di alcune terre fra il monastero di Montecassino e un certo Rodelgrimo di Aquino.

 

 

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