1° Circolo Carnevale 2004 Le maschere italiane Il Carnevale in Basilicata Le tre fanciulle Ricette di Carnevale Tutti attori per un giorno

 

Le tre fanciulle

 

Tanti anni fa nei paesi di Cocco, Perlanta e Brillantino vivevano tre belle fanciulle di nome Biancaneve, Cenerentola ed Aurora.

Biancaneve aveva perso la mamma quando era piccola; la matrigna non le voleva bene e la trattava male.

 

 

La stessa sorte era toccata a Cenerentola.

 

 

Aurora, invece, non conosceva la mamma perché la fata Malefica

 

 

aveva detto che al compimento del sedicesimo anno di età si sarebbe punta con un fuso e sarebbe morta.  

 

 

Allora tre fatina buone: Serena, Fauna e Flora la portarono in una casa nel bosco e l’accudirono.

 

 

Un giorno le tre fanciulle si incontrarono nel bosco dove ognuna era andata a raccogliere frutti saporiti, fecero amicizia e parlarono della loro vita.

 

 

Intanto la matrigna di Biancaneve aveva scoperto di essere meno bella della figliastra e con l’aiuto del cacciatore voleva ucciderla.

La seconda mamma di Cenerentola si affannava a prepararsi insieme alle sue figlie per il gran ballo che il principe avrebbe tenuto nella sua reggia per scegliere la sua futura sposa.

 

 

Le tre fatine buone cercavano di preparare una torta per il sedicesimo compleanno di Aurora.

Nel bosco, mentre Aurora cercava di dare qualche consiglio alle sue amiche, si incominciò ad udire in lontananza un canto simpatico ed all’improvviso sbucarono sette piccoli nani che si recavano in miniera a lavorare.

 

 

Vedendo le tre fanciulle i nani si fermarono e chiesero perché fossero così triste.

Saputo ciò che stava accadendo, proposero a Biancaneve e a Cenerentola di andare nella loro piccola casetta.

Biancaneve accettò subito e, mentre Cenerentola stava per accettare anche lei l’offerta dei nani, comparve una fatina: era fata Smemorina, la madrina di Cenerentola, che prese per mano la fanciulla e le disse di prepararsi per andare al ballo del principe.

 

 

In men che non si dica la fata le procurò una carrozza, un cocchiere, un bell’abito e raccomandò Cenerentola di ritornare a casa a mezzanotte perché a quell’ora l’incantesimo sarebbe svanito e lei avrebbe perso carrozza e abito.

Cenerentola, quindi, andò al ballo, Biancaneve andò via con i nanetti ed Aurora si incamminò verso casa. Ad un tratto incontrò il principe Filippo che l’accompagnò a casa.

 

 

Le tre fatine buone accolsero felicemente il principe e festeggiarono, con la torta che avevano preparato, il compleanno di Aurora. Raccontarono il maleficio di fata Malefica e, tutti insieme, si recarono a casa del re e della regina, genitori di Aurora.

 

 

Fata Malefica non riuscì a compiere il suo maleficio e morì per la rabbia, mentre Aurora e il principe festeggiavano le loro nozze.

 

 

Intanto la matrigna di Biancaneve era agitata perché Biancaneve non tornava a casa e trasformatasi in vecchina, uscì e si inoltrò nel bosco.

Lì vide nella casa dei sette nani e Biancaneve che cucinava; si avvicinò e le regalò un fermaglio stregato. Se Biancaneve l’avesse messo tra i capelli sarebbe morta.

Per fortuna i sette nani arrivarono in tempo, legarono la vecchina e la misero in carcere.

Un principe che passava nei dintorni vide Biancaneve, se ne innamorò e  la volle sposare.

 

 

Cenerentola andò al ballo, conobbe il principe, ma a mezzanotte, per scappare, perse una scarpetta che fu trovata dai sette nani i quali la dettero al granduca dicendo che era di Cenerentola. Questi andò da Cenerentola e la condusse dal principe.

 

 

Anche Cenerentola sposò il principe e tutte vissero felici e contenti.

 

 

Vai a

Le tre fanciulle                  Copione teatrale